29 aprile 1871 — 15 gennaio 1950
fotografo ed editore di cartoline
Itri · Terracina — primi del Novecento / 1930
Chi era
Prima della fotografia c'è il commercio. Gli Assaiante hanno un bazar a Itri già nell'Ottocento: è da lì, dal banco di un negozio, che passa tutto il resto.
Nei primi anni del Novecento i fratelli Paolo e Alfredo Assaiante sono fra i primi in paese a mettere le mani su lastre e camera oscura, accanto all'attività di famiglia. La sorella Emilia firma come editrice alcune delle prime cartoline dedicate a Itri.
Nel 1903 una cartolina della Madonna della Delibera, viaggiata il 7 novembre, porta stampata sul fronte la firma «Paolo Assaiante, fotografo». È il documento più antico che abbiamo. Poi viene Terracina: il Pisco Montano, il porto, il Tempio di Giove Anxur, i costumi delle campagne. Non si limita a scattare — stampa, numera ed edita: le cartoline sono sue dalla lastra alla vendita.
Nel 1907 sposa Eugenia Costanza Pietrosanti (1885-1932), di Bassiano. I Pietrosanti sono un casato antico del paese, e da quella famiglia era uscito, due secoli e mezzo prima, uno scultore di crocifissi.
Vincenzo Pietrosanti nasce a Bassiano nel 1624. A quindici anni entra fra i Francescani Minori Osservanti e resta frate laico: sceglie di non farsi sacerdote. In convento fa il falegname e tiene la salara, i magazzini.
Da quelle mani escono crocifissi di legno grandi come un uomo: volti scavati, corpi torti, la sofferenza resa senza sconti, come voleva il Seicento. Se ne conoscono almeno sei — Caprarola nel 1662, Nemi e Ferentino nel 1669, Farnese nel 1684, Bellegra, e l'Aracoeli a Roma, dove muore il 25 marzo 1694 dopo cinquantacinque anni di convento.
Uno lo scolpisce per Bassiano, nel 1673: lo manda al suo paese, ed è ancora lì.
Fonti: Wikipedia · mons. Felice Accrocca, parrocchia di Sant'Agata
L'albero della famiglia
Itri — il bazar e la camera oscura
I due matrimoni di Paolo
Il ramo che continua la fotografia
L'albero riporta soltanto persone decedute.
A Terracina Paolo lavora fin dai primi del Novecento. Lì apre un negozio di bazar, come quello che la famiglia aveva a Itri.
Eugenia muore nel 1932. Muore anche l'unico figlio.
A Terracina, Paolo sposa in seconde nozze Giacinta Ceccarelli.
Le cartoline
Circa 40 delle sue cartoline sono conservate nelle raccolte nazionali dell'ICCD, nel fondo Ferro Candilera, e consultabili presso la Fototeca Nazionale. Sono passate di mano in mano per un secolo, e sono finite lì.
Noi le presenteremo per la prima volta.
FFC014105 Salita della Maddalena
FFC009504 Ricostruzione del Tempio
FFC009522
Ogni cartolina, nell'archivio, ha la sua scheda: il numero del negativo, il comune, il soggetto, l'anno, l'editore. È lì che il nome di Paolo Assaiante compare per esteso, registrato dallo Stato.
Le schede della Fototeca Nazionale. Tocca per ingrandire.
Molte famiglie di Itri e Terracina hanno in casa una fotografia scattata da lui, e non lo sanno. Portatela il 29 agosto: la fotografiamo sul posto e ve la restituiamo subito. Non chiediamo di lasciarci niente.
Una a una
Alcune delle centinaia di cartoline che Paolo Assaiante ha realizzato e che la famiglia conserva: il Fondo Assaiante.
Tocca una cartolina per girarla e vederne il retro: la calligrafia, il francobollo, la data. È lì che le cartoline diventano lettere.
La famiglia
Il nipote Marcello Milana prosegue il lavoro degli zii fotografi: impara da loro e da loro rileva alcuni negativi su lastra dei primi del '900. Quella che era una passione di famiglia diventa il lavoro di una vita, a Itri, dal 1933 al 1974: quarant'anni di ritratti, matrimoni, feste di paese: la memoria per immagini di un paese intero.
Suo figlio Augusto Milana, giornalista, ha riportato alla luce quell'archivio e le storie che stanno dietro ogni fotografia: le mostre al Castello di Itri, il libro dedicato a Marcello, e le esposizioni in Portogallo, dove i racconti della famiglia sono arrivati insieme alle immagini.
Alla mostra partecipa Amalia Milana, figlia di Augusto Milana.
Le fotografie di Marcello, e i racconti che le accompagnano, sono arrivati fino a Lisbona.
Questa mostra è anche per lui.
La mostra
La casa che ospita la mostra è la stessa che Paolo Assaiante fotografava. Villa Bonsignore fu costruita da Alfredo Bonsignore. Dopo il bombardamento del 1943, in cui morirono la moglie Anita e la figlia, lui la donò all'Opera Don Orione: dal 1949 divenne orfanotrofio maschile.
Quella casa è ancora lì, e accoglie ancora. Le fotografie che l'avevano ritratta ci tornano dentro, un secolo dopo.
Sabato 29 agosto 2026, dalle 17:30 alle 22:00
Casa Bonsignore — Opera Don Orione
Piazza della Libertà 5, Terracina
Ingresso libero
Presenta Franco Assaiante, con la partecipazione di Amalia Milana.
Da qualsiasi parte del mondo
Le cartoline non stanno solo alle pareti di Casa Bonsignore. Sono state allestite anche in una galleria che si visita dal computer o dal telefono: si entra, si cammina fra le sale, ci si avvicina a una cartolina e la si può girare per leggerne il retro — la calligrafia, il francobollo, la data.
Resta visitabile anche dopo che la mostra sarà chiusa.
La galleria virtuale e l'allestimento multimediale della mostra sono stati realizzati da galleria3d.
Grazie
Si ringraziano il Sindaco della Città di Terracina e il Settore Cultura, Turismo ed Eventi per il patrocinio concesso.
Si ringraziano inoltre il Comune di Itri, che negli anni passati ha aperto il Castello alle nostre esposizioni e ha patrocinato la pubblicazione del libro, e l'Opera Don Orione, che ci ha aperto le porte di Casa Bonsignore.
Casa Bonsignore accoglie ancora oggi persone fragili, con difficoltà socio-economiche. Ma la struttura ha bisogno di lavori di ripristino: i posti disponibili sono scesi da venticinque a tre.
Per questo chiediamo un contributo: serve a rimettere in funzione la casa e a dare supporto a quante più persone possibile.
Chi vuole può lasciare un'offerta libera il giorno della mostra, oppure fare un versamento. Le offerte vanno direttamente all'Opera:
Provincia Religiosa SS. Apostoli Pietro e Paolo
IBAN IT48 T030 6909 6061 0000 0018 499
Scriveteci
Se conservate una fotografia scattata da Paolo Assaiante, se ricordate qualcosa, o se scrivete per una redazione: usate questo modulo, vi rispondiamo noi.
Tocca l’immagine per ingrandirla ancora · tocca fuori per chiudere